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Archivio Sestieri

L'Archivio Sestieri è composto per la maggior parte da gelatine ai sali d'argento, stampe all'albumina, diapositive, stampe a sviluppo cromogeno e alcuni negativi. I materiali fotografici sono databaili tra la fine dell'Ottocento e il 1985, data della chiusura della sede della Galleria in piazza di Spagna. Dopo la riapertura della Galleria Sestieri a conclusione della seconda guerra mondiale, nel 1944, l'archivio era stato in parte ordinato dalla segretaria Olga Foschi, che aveva riunito le fotografie in buste e fascicoli ordinati tematicamente. Successivamente, parte dei faldoni originali sono stati riutilizzati per contenere fotografie di opere passate dalla Galleria Sestieri. L'attuale riordino dei materiali, che non costituiscono l'intero archivio Sestieri, andato in parte disperso in seguito a due furti subiti tra il 1990 e il 1992, riflette quella che ipotizziamo dovesse essere la suddivisione originaria, almeno per quanto riguarda il nucleo delle fotografie utilizzate per studio e confronto e quello delle fotografie di opere commercializzate dalla Galleria. La serie denominata Fotografie utilizzate per studio e confronto raccoglie circa 500 stampe alla gelatina ai sali d'argento e albumine, che erano contenute nelle buste originali riordinate da Olga Foschi. Si tratta di fotografie che documentano opere non transitate dalla Galleria, ma conservate in luoghi pubblici e musei italiani e stranieri, eseguite per la maggior parte dai fotografi Alinari, Brogi e Anderson e raccolte dalla famiglia Sestieri per motivi di studio e per confronto. Le opere passate dalla Galleria sono raccolte nella serie denominata Fotografie di opere commercializzate dalla Galleria Sestieri, che raccoglie oltre 2.000 materiali fotografici ordinati tematicamente, realizzati per la maggior parte da ditte attive a Roma, come Boccardi, Vasari e Caldarazzo. le fotografie di opere commercializzate si riconoscono perché riportano spesso sui versi annotazioni circa le misure, la stima e riferimenti bibliografici dell'opera riprodotta. Nei fascicoli sono presenti anche opere utilizzate come confronti e si trovano spesso allegati expertise di vari studiosi, italiani e stranieri, o documenti legati all'acquisto e alla vendita delle opere. Di questa serie fanno parte anche 6 album che contengono fotografie di opere passate dalla Galleria, corredate da schede critiche realizzate probabilmente dai Sestieri stessi, immagini che documentano eventuali restauri condotti porobabilmente nel laboratorio che aveva sede sopra la Galleria di piazza di Spagna e annotazioni manoscritte. Nella serie denominata Fotografie di opere proposte alla Galleria Sestieri sono state raccolte 371 fotografie di opere in collezioni private, sottoposte come proposte di acquisto o in visione a Carlo e Marcello Sestieri. In questa serie sono state riunite anche numerose expertise di vari studiosi e documenti relativi alla vendita e al trasporto delle opere (Dossier sulla Maddalena in estasi e dossier sul trasporto del Ragazzo che monda un frutto attribuiti a Caravaggio).

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DESCRIPTION

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archivio professionale
3.042
tematico, cronologico
Galleria Sestieri
Gli inizi dell'attività commerciale della Galleria risalgono alla fine dell'Ottocento, quando Pellegrino Sestieri aprì un negozio in Via Fontanella Borghese 35 a Roma, inizialmente specializzato nella vendita di stoffe e tessuti antichi, a cui poi affiancò il commercio di antichità, dipinti e sculture italiane, aiutato anche dai figli Emanuele (1887-1953), Ercole (1884-?) e Guido (1890-1954). Il figlio più giovane, Ettore (1893-1976), fu invece l'unico a iscriversi all'Università, dove fu assistente di Adolfo venturi, diventando un noto critico d'arte. Negli anni Venti, Emanuele e Guido tentarono di aprire una succursale della Galleria a New York che però venne chiusa a seguito della crisi economica del 1929. Costretti a sospendere la loro attività durante la seconda giuerra mondiale, nel 1944 riaprirono la Galleria e ne trasferirono la sede in piazza di Spagna 81, in uno spazio che ospitava ampi locali espositivi e una biblioteca, frequentata da colleghi, storici dell'arte e amici. All'ultimo piano dell'edificio vi era, inoltre, un appartamento che allocava lo studio dei restauratori, sotto la guida di Alvaro Esposti. La gestione della Galleria passò poi a Emanuele, a cui si affiancarono i figli Marcello (1920-1995), specializzato in arti decorative, e Carlo (1922-1998), esperto di dipinti antichi. Gli anni d'oro della loro attività videro i Sestieri in contatto con importanti collezionisti italiani e stranieri; molti erano gli studiosi che frequentavano la Galleria e ai quali i Sestieri facevano riferimento, tra cui Federico Zeri, Giuliano Briganti, Maurizio Calvesi, Alvar Gonzáles-Palacios, Bruno Molajoli, Raffaello Causa, Italo Faldi e Ferdinando Bologna. Nel 1985 la Galleria in piazza di Spagna fu chiusa e l'attività fu trasferita nella sede di via Margutta 57, specializzata nella vendita di arti decorative, gestita da Marcello Sestieri e da suo figlio Davide (chiusa nel 1995) e in quella di Via del Babuino 144, specializzata in dipinti antichi, sotto la guida di Carlo e Andrea Sestieri. Dopo aver subito due furti nel 1990 e nel 1992, la sede fu trasferita in via Alibert. Dopo la morte di Carlo, la gestione passò interamente ad Andrea Sestieri con la collaborazione del figlio Lorenzo, che portarono avanti l'attività fino al 2008.
Il fondo è giunto alla Fondazione Zeri nel 2024 per donazione degli eredi della famiglia Sestieri. Il fondo rappresenta soltanto una parte dell'archivio originario, andato in parte disperso dopo due furti subiti dalla Galleria nel 1990 e nel 1992. Inizialmente la documentazione era conservata presso la sede della Galleria a Roma, in Piazza di Spagna 81, riaperta nel 1944 da Emanuele, Carlo e Marcello Sestieri. La sistemazione dell'archivio era affidata all'epoca alla segretaria Olga Foschi, che organizzò parte dei materiali in faldoni tematici. Dopo la chiusura delle sede in Piazza di Spagna nel 1985, la documentazione utile all'attività della Galleria fu trasferita nella nuova sede in via del Babuino, mentre la parte non utilizzata fu spostata a casa dei proprietari. Le partizioni rispondono a quello che doveva essere l'ordinamento originario dei materiali, con una parte utilizzata come studio e confronto e una parte ordinata in fascicoli tematici che raccolgono le opere commercializzate dalla Galleria. In particolare, gli Album contengono fotografie di dipinti prima e dopo i restauri, condotti probabilmente nel laboratorio che si trovava sopra la sede della Galleria, guidato da Alvaro Esposti. La serie denominata Fotografie di opere proposte alla Galleria documenta un altro aspetto fondamentale, vale a dire i contatti che i Sestieri dovettero avere con collezionisti e antiquari che inviavano le opere delle loro raccolte per avere attribuzioni o per proporle in vendita. La serie raccoglie infatti anche numerose expertise di vari studiosi, e documenti come lettere di impegno e di compravendita, note di pagamento e documenti per la spedizione delle opere. I numerosi materiali allegati riflettono anche i rapporti con studiosi e storici dell'arte italiani e stranieri, a cui i Sestieri si rivolgevano per le attribuzioni delle opere, tra cui lo stesso Federico Zeri.
1944/ post - 1985/ ante
donazione ( 2024 ) 
discreto
Nella fototeca di Zeri sono state rintracciate oltre 1.200 fotografie che doumentano opere passate dalla Galleria Sestieri, a conferma dei contatti che lo studioso intrattenne con gli antiquari romani, e in particolare con Carlo Sestieri.
  • Al riordino e alla descrizione archivictica dell'Archivio Sestieri è stata dedicata la Tesi di specializzazione in Patrimoni fotografici e mediali per la storia dell'arte della dott.ssa Daria Borisova, Il Fondo Sestieri e il Mercato dell'Arte Medievale. Analisi, Testimonianze e Prospettive di Valorizzazione, Università di Bologna, A.A. 2023/ 2024.

TREATMENT AND ACCESSIBILITY

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I materiali sono stati conteggiati ed è stato avviato il riordino archivistico e di descrizione fino al livello del fascicolo. Non sempre in buono stato di conservazione, parte delle fotografie presentano danni fisici (pieghe, strappi, perdita di planarità) e chimici (muffe, specchio d'argento, deterioramento dei supporti dovuti all'ossidazione di graffette metalliche spesso poste a contatto con i fototipi). Per questo si procederà con un intervento di pulitura e microspirazione prima di collocare definitivamente i materiali all'interno dei fascicoli e delle buste adatti alla conservazione a lungo termine.
Il fondo non è al momento consultabile

MAIN PHOTOGRAPHERS

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MAIN SUBJECTS

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CATALOGUED PHOTOS

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CATALOGUED ATTACHMENTS

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