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Fototeca Supino

Il fondo denominato Fototeca Supino consta di 8.200 fotografie di opere d'arte, soprattutto albumine, gelatine ai sali d'argento, e in misura minore aristotipi, stampe al carbone e collotipi databili tra il 1870 e il 1940, suddivise in sette serie: Partizione Antica (3.260 fototipi); Architettura (345 fototipi); Archivio Arturo Pettorelli (488 fototipi); Grafica (166 fototipi); Pittura (78 fototipi); Arti decorative (226 fototipi); Scultura (431 fototipi).
E' costituito principalmente dalle fotografie che Supino utilizzò come supporto alla didattica e alla ricerca storico-artistica e che acquistò o direttamente commissionò presso le principali ditte fotografiche dell'epoca, dal 1890 fino alla morte. Sottoposto nel corso degli anni a diversi accorpamenti e smembramenti, oltre che a vari progetti di riordino, il fondo include al suo interno anche fototipi provenienti da altri archivi di persona.
Sono documentate opere archeologiche, di scultura, architettura, grafica, arti decorative e pittura dal Medioevo al XIX secolo.

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DESCRIZIONE

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fototeca professionale
8.200
tematico, cronologico, topografico
Supino, Igino Benvenuto
Igino Benvenuto Supino nacque a Pisa da una colta e agiata famiglia di origini ebraiche nel 1858 e morì a Bologna nel 1940.
Personalità di spicco nel panorama italiano tra Otto e Novecento, fu uno dei padri fondatori della disciplina storico-artistica basata sulla ricerca documentaria e sull'uso, all'epoca assai precoce, della fotografia come mezzo di studio.
Studiò all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Antonio Ciseri e a Pisa dove frequentò i corsi di Alessandro D'Ancona. Nel 1889 assunse l'incarico di Ispettore dei monumenti della provincia di Pisa e nel 1893 fu tra i promotori dell'istituzione del Museo pisano di San Matteo, di cui pubblica il catalogo nel 1894. Trasferitosi a Firenze, diresse dal 1896 al 1906 il Museo Nazionale del Bargello e nel 1898 diede alle stampe il monumentale catalogo del museo. A Firenze nel 1903 fondò la sua prima rivista, "Miscellanea d'arte", che l'anno seguente divenne "Rivista d'arte".
Nel 1906 venne nominato docente straordinario di Storia dell'arte all'Università di Bologna, preferito da una commissione composta da Adolfo Venturi, Camillo Boito, Pompeo Molmenti, Corrado Ricci e Lucio Mariani, al più giovane Pietro Toesca. Docente a Bologna fino al 1933, fondò fin dal suo arrivo la Fototeca della Scuola di Storia dell'Arte (di cui fu direttore dal 1923), sul modello del Gabinetto fotografico dell'Università di Roma istituito pochi anni prima da Adolfo Venturi. Dal 1929 fu anche direttore del Museo d'arte industriale, incarico che ricoprì fino al 1938 quando gli fu revocato per effetto delle leggi razziali fasciste. Morì due anni dopo all'età di 81 anni.
Tra il 1952 e il 1954, gli eredi di Igino Benvenuto Supino donarono al nascente Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Bologna le fotografie raccolte dallo studioso e utilizzate per le sue ricerche e pubblicazioni, oggi in parte riconoscibili grazie alla presenza di un timbro a inchiostro con la scritta 'Donazione Supino' apposto nel momento dell'acquisizione. Le foto documentano principalmente gli ambiti di ricerca dello studioso: scultura, architettura, arti decorative d'ambito toscano ed emiliano tra Medioevo e primo Rinascimento. Nel fondo sono poi inclusi fototipi provenienti dagli archivi personali di altri due storici dell'arte, Arturo Pettorelli (1874-1956) e Pasquale Nerino Ferri (1851-1917), anch'essi testimonianze dei campi di ricerca degli studiosi (scultura e arti decorative il primo, grafica e pittura il secondo, ad esempio). Nel primo caso è stata ipotizzata un'acquisizione mediata da Supino, forse nei primi anni Trenta o da Rodolfo Pallucchini nel 1956; nel secondo caso, è nota la donazione all'Università di Bologna di 4.800 fototipi, già appartenuti a Ferri, direttore del Gabinetto di Disegni e Stampe degli Uffizi, nonché collega di Supino, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1919. Una parte di questa donazione è oggi inclusa nel fondo Supino.
1890 - 1940
donazione ( 1954 ) 
discreto
Le fotografie riconducibili a Pasquale Nerino Ferri sono presenti in tutte le serie del fondo (tranne quella di Arturo Pettorelli) e riconoscibili grazie a un timbro a inchiostro con le iniziali dello studioso (NF) e alle sue annotazioni sul verso.
  • Giorgio Porcheddu, La Fototeca del Dipartimento delle Arti Visive: memoria, ricerca, didattica, in: "Acta Photographica", III, 2008, n. 1, pp. 41-54.
  • Gian Paolo Brizzi, Igino Benvenuto Supino: il professore e la fototeca, in: Igino Benvenuto Supino. Omaggio a un padre fondatore 1858-1940, a cura di Paola Bassani Pacht, Firenze 2006, pp. 195-213
  • Giulia Calanna, Il Fondo Supino oggi. Prospettive di ricerca a partire dalle testimonianze fotografiche di scultura pisana del Trecento di Alinari e Ammagliati, in: Intrecci d'arte - Dossier, n. 4, 2018, pp. 102-121. [DOI: 10.6092/issn.2240-7251/8610]
  • Igino Benvenuto Supino e la sua fototeca, a cura di Marinella Pigozzi, atti della giornata di studio (Bologna, Dipartimento delle Arti, 21 novembre 2017), in: Intrecci d'arte - Dossier, n. 4, 2018 [Ed. online: https://intreccidarte.unibo.it/issue/view/734 ]

INTERVENTI E ACCESSIBILITÀ

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Nel 1990 le 3.260 fotografie della serie denominata Partizione Antica sono state trasferite presso l'Archivio Storico dell'Università di Bologna, sottoposte a riordino su base topografica, digitalizzate e catalogate con il software Sebina Multimedia. Nel 2006 sono state ricongiunte al resto del Fondo presso il Dipartimento delle Arti.
Dal 2018 al 2020 la restante parte del Fondo Supino (5.000 fototipi) è stata al centro di un progetto di studio e riordino, il cui esito è confluito in 'Esplora i fondi'.
In particolare è stata individuata la serie denominata Archivio Arturo Pettorelli: grazie a una tesi di laurea discussa nell'a.a. 2018/2019 presso l'Università di Bologna, la serie è stata inventariata (con il prefisso PET) e le fotografie precatalogate in formato excel con campi desunti dalla schede OA e F-ICCD.
Tra il 2019 e il 2020 l'intera serie Partizione Antica è stata catalogata dalla Fondazione Federico Zeri.
Il fondo, conservato nell'archivio fotogrfico del Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna, non è al momento consultabile.

FOTOGRAFI PRINCIPALI

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SOGGETTI PRINCIPALI

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