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Archivio Mario Berardi

Il fondo è composto da 5.379 fototipi, per la maggior parte diacolor (3253), negativi bn (1.604) e positivi alla gelatina ai sali d’argento (297). A questi si aggiungono anche negativi (88) e positivi (37) a colori. In alcune buste, insieme ai fototipi, sono contenuti cd-rom con fotografie in formato digitale, per un totale di oltre 1000 files (jpg e tiff).
Per uno stesso soggetto sono spesso presenti più fotografie, diverse per formato e tecnica, realizzate dal fotografo per varie finalità.
I materiali del fondo sono stati ordinati dal soggetto produttore in carpette che presentano moltissime annotazioni autografe relative agli artisti o alla localizzazione delle opere riprodotte nelle immagini. In alcuni casi questi raggruppamenti sono riferiti a campagne fotografiche o a progetti editoriali specifici. Sui materiali è spesso presente l’etichetta adesiva o il timbro del fotografo ("Foto di Mario Berardi Bologna Italy. Tel.e Fax (051) 35.60.02" o "Mario Berardi fotografo. Via Remorsella, 2/b. 40125 Bologna Italy. Tel 051/344876 Fax 051/266733").

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DESCRIZIONE

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archivio professionale
6.393
topografico, alfabetico
Berardi, Mario
Fotografo bolognese, Mario Berardi (1946- ) inizia la sua attività nel 1964 presso lo studio A. Villani & Figli a Bologna. Dal 1971 collabora con la ditta Fotofast e nel 1980 è uno dei fondatori dello studio CNB&C presso cui lavora fino al 1990. Dal 1991 inizia la sua attività in proprio. Ha lavorato per le Soprintendenze di Bologna, di Modena, per l’Arcidiocesi di Bologna e per la C.E.I. (1997-2000). Ha inoltre collaborato con i Musei Civici d’Arte antica, la Cassa di risparmio di Bologna, case editrici e collezionisti privati. Ha realizzato numerose campagne fotografiche per cataloghi di mostre (come quella per la mostra di Ludovico Carracci del 1993 o sull'Aemilia Ars del 2001), pubblicazioni (come il volume sui Gandolfi del 1992 o quello sul coro della chiesa di S. Domenico a Bologna del 2002) e restauri (come quello del palazzo della Mercanzia di Bologna del 1995).
L’archivio conservato presso la Fondazione Federico Zeri costituisce una parte significativa della produzione professionale del fotografo bolognese e ne documenta l’attività dagli anni Novanta fino al 2012. Il fondo, con la sua ricca documentazione sull’arte emiliana, arricchisce e integra l’archivio di Zeri. Molti nomi di autori infatti non sono presenti o sono documentati in modo esiguo nella fototeca dello studioso (es. Giacinto Giglioli, Giacomo Forti, Angelo Crescimbeni, Pietro Fabris, Lucia Casalini Torelli, ecc.).
Prima di giungere alla Fondazione le foto sono state conservate presso lo studio di Berardi, in via Remorsella 2/B, e poi nella sua abitazione bolognese di Via Orfeo, 27/2.
1990 - 2012
donazione ( 2013 ) 
buono
Il fondo documenta opere d’arte di pittura, scultura e architettura (palazzi, chiese e musei) di artisti italiani e stranieri dal XIII al XIX secolo. Particolare risalto è data alle opere di area emiliana (bolognese e ferrarese in particolare). Da segnalare è la documentazione relativa alle chiese dell’Arcidiocesi di Bologna, frutto della partecipazione del fotografo al progetto di inventariazione dei beni mobili di proprietà ecclesiastica promosso dalla C.E.I., e la presenza di molte campagne fotografiche realizzate per l'apparato illustrativo di volumi d'arte e cataloghi di mostre.

INTERVENTI E ACCESSIBILITÀ

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I materiali fotografici sono stati conteggiati e riposti in nuovi contenitori mantenendo l'ordine e le suddivisioni originari. Il fondo è stato oggetto di un intervento di studio e di descrizione archivistica fino al livello del fascicolo il cui esito è confluito nel modulo Esplora i fondi. E' stato effettuato un test di catalogazione puntuale limitato a un'unica cartella ('Francesco Albani'), per un totale di 14 schede.
Il fondo è consultabile su appuntamento dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18, presso la sede della Fondazione. Per richiedere un appuntamento scrivere a fondazionezeri.fototeca@unibo.it

FOTOGRAFI PRINCIPALI

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SOGGETTI PRINCIPALI

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FOTO CATALOGATE

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